A distanza di due settimane dall’installazione di una nuova stazione magnetica e magnetotellurica per lo studio del campo elettromagnetico naturale terrestre e la caratterizzazione geofisica profonda del territorio, proseguono in Sardegna, nella Casa di Reclusione di Onanì-Mamone (Nuoro), le attività dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con il posizionamento di una rete sismica locale e di una stazione meteo.
La stretta collaborazione tra l'Istituto, la Direzione della Colonia Penale di Mamone e la Direzione Regionale Sardegna dell’Agenzia del Demanio ha reso possibili le nuove installazioni.
La strumentazione utilizzata è stata acquisita nell'ambito del progetto MEET (Monitoring Earth’s Evolution and Tectonics) dell’INGV, finanziato dal PNRR, che si concluderà nell'aprile 2026. Il progetto ha permesso di condurre una serie di campagne di misura con l’obiettivo di raccogliere i dati fondamentali per sostenere la candidatura a ospitare l'Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali di terza generazione. Il Centro di Caratterizzazione Geofisica per Einstein Telescope, recentemente costituito in seno all’INGV, proseguirà queste attività coordinando le campagne geofisiche che verranno condotte nei prossimi mesi nell’area candidata.
“Le attività in corso in Sardegna rappresentano un tassello molto importante per sostenere la candidatura italiana a ospitare l’Einstein Telescope, una delle più importanti sfide scientifiche europee dei prossimi anni”, commenta il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo. “Allo stesso tempo, questa esperienza dimostra come la ricerca possa generare valore anche sul piano umano e sociale: la collaborazione con la Colonia Penale di Mamone è un esempio concreto di come scienza, istituzioni e territorio possano lavorare insieme creando opportunità di crescita e inclusione”.
L'esperimento al Mamone, della durata prevista di due mesi, ha come obiettivo l’individuazione delle sorgenti di rumore sismico nell'area e lo studio delle sue modalità di propagazione, parametri cruciali per valutare l'idoneità del sito, caratterizzato da un livello estremamente basso di rumore antropico e, quindi, particolarmente favorevole alle osservazioni geofisiche. Qualora le registrazioni risultassero di elevata qualità, le 16 stazioni sismiche installate potrebbero essere integrate in una rete sismometrica permanente.
L'installazione è stata realizzata da quattro ricercatori INGV, affiancati da due colleghi dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e da una ricercatrice dell'Università degli Studi di Cagliari. Nelle fasi iniziali, il personale della Colonia Penale ha fornito un contributo prezioso nell'individuazione dei punti ottimali per il posizionamento degli strumenti, mettendo a disposizione la propria conoscenza del territorio.
La fase operativa dell'installazione ha visto invece protagonisti sei detenuti della Colonia Penale, il cui apporto si è rivelato determinante per il completamento dei lavori nei tempi previsti. La loro forza, manualità e capacità di comprendere rapidamente le necessità tecniche hanno consentito al gruppo di operare con efficienza, in un clima di collaborazione autentica e rispettosa che ha permesso di affiancare una dimensione umana e sociale al valore scientifico dell’iniziativa. La partecipazione attiva dei detenuti a un'attività di ricerca scientifica di respiro europeo ha infatti rappresentato un'esperienza di lavoro insolita e stimolante, lontana dalla routine quotidiana della struttura. È auspicio di tutti i partecipanti che questa piccola ma concreta esperienza possa contribuire positivamente al percorso di reinserimento degli ospiti della Colonia, offrendo un contatto con il mondo della scienza e nuove occasioni di espressione delle proprie capacità e competenze.
Link utili:
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

