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Nel cinquantesimo anniversario di uno degli eventi che hanno segnato l’Italia, un racconto toccante e appassionante unisce la cronaca scientifica dell’emergenza all’omaggio per una comunità resiliente

A 50 anni dal terremoto che sconvolse il Friuli Venezia Giulia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS pubblicano la story maps “Quella notte una sola notizia. Friuli 1976, storie di una comunità tornata a vivere”, un racconto in cinque capitoli che ripercorre una delle sequenze sismiche più forti e devastanti della seconda metà del Novecento nel nostro Paese.

Dalla registrazione audio della prima scossa del 6 maggio 1976, ai dati e alle immagini degli impatti devastanti, fino al racconto dell’emergenza e della ricostruzione: la story maps integra le informazioni e il racconto scientifico sul terremoto con map tour fotografici geolocalizzati, testimonianze e reportage d’epoca.

Particolare attenzione è dedicata al ruolo della stampa che, dopo il caos informativo delle primissime ore, divenne alleata degli scienziati grazie alla sperimentazione di una pionieristica forma di data journalism al servizio dei cittadini. La rinascita emerge dal racconto del “Metodo Zamberletti” e del “Modello Friuli” che permise di ricostruire i paesi “dove erano e come erano”.

Poesie recitate in dialetto friulano chiudono il racconto facendo immergere il lettore tra i miti e le leggende locali, come quella del terremoto "Orcolat", che aiutarono a esorcizzare la tragedia. 

“Questa iniziativa non è solo un omaggio al passato, ma un investimento culturale per il futuro”, dichiara Salvatore Stramondo, Direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV. “La sequenza del Friuli, con 1200 terremoti registrati nel primo anno, rappresenta uno spartiacque per la sismologia e la pro­te­zione civile in Ita­lia. Quegli eventi contribuirono a far emergere la necessità di pianificare gli interventi e di sviluppare una rete per il monitoraggio. La Rete Sismica Nazionale che oggi gestisce l'INGV è figlia di tale percorso di crescita, avviato in quegli anni grazie alle intuizioni del commissario Zamberletti”

L’Osser­va­to­rio Geo­fi­sico Spe­ri­men­tale di Trie­ste, oggi Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), ebbe un ruolo fondamentale nella localizzazione degli eventi prin­ci­pali della sequenza. 

Oggi la rete di monitoraggio sismico dell'Italia nord-orientale rappresenta un’infrastruttura di ricerca transnazionale gestita dall’OGS e supporta la ricerca scientifica e le attività di protezione civile grazie a un sistema integrato di reti strumentali con acquisizione e trasmissione dei dati in tempo reale, che integrano quelli della rete nazionale.

“L’iniziativa si distingue per l’ampio lavoro di raccolta e valorizzazione di fonti storiche e giornalistiche, immagini e filmati, selezionati e organizzati appositamente per questo progetto: un patrimonio documentale che consente di restituire in modo diretto e coinvolgente l’esperienza del terremoto e le fasi della ricostruzione, offrendo uno sguardo autentico su quegli eventi”, spiega Matteo Picozzi, Direttore del Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS, istituito nell’ambito della legge per la ricostruzione e tuttora con sede a Udine. “Il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra enti di ricerca al servizio della società, con l’obiettivo di promuovere una cultura della prevenzione fondata sulla conoscenza, sulla memoria e sull’educazione, con particolare attenzione alle nuove generazioni”, precisa Picozzi.

La story maps prevede anche una raccolta di informazioni tramite l’iniziativa dell’OGS “Ritorno a casa”, rivolta a coloro che hanno vissuto un periodo in sistemazioni provvisorie dopo i forti terremoti della sequenza del 1976. È possibile partecipare compilando un questionario. Le informazioni raccolte saranno progressivamente aggiornate e visualizzabili su una mappa all’interno della story maps. 

Per valorizzare le memorie personali resta inoltre attiva la raccolta dei contributi testuali o multimediali a cura del Dipartimento Terremoti dell’INGV. Attraverso i canali social INGVterremoti, tutti coloro che conservano ricordi personali o familiari possono diventare “Custodi di Memoria” e realizzare la prima Mappa dei ricordi dei terremoti d’Italia

La story maps Quella notte una sola notizia. Friuli 1976, storie di una comunità tornata a vivere è raggiungibile a questo link

Link utili:

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS)

Blog INGVterremoti

cs05mag2026 Story maps terremoto Friuli 1976
Un estratto della storymaps "Quella notte una sola notizia. Friuli 1976, storie di una comunità tornata a vivere".