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Figura 1 – Localizzazione del vulcano Marsili nel Tirreno meridionale(elaborazione G. Ventura, INGV-Roma1)

 

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Figura 2 – A sinistra: batimetria del vulcano Marsili (S. Passaro (CNR) e G. Ventura INGV e CNR)); a destra: sondaggio sottomarino a gravita’ Marsili1 con i depositi delle ultime eruzioni del Marsili (livelli scuri). I livelli chiari colore ocra sono le sabbie fini e argille dei sedimenti del Mare Tirreno (S. Tamburrino (CNR)  e G. Ventura).

 

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Figura 3 – Il disegno del vulcano Marsili della scolara Chiara Pone (10 anni), dal Progetto Editoriale dell’INGV (Comitato Scientifico: Valeria Misiti e Maria Di Nezza) e dell’Istituto Poligrafico dello Stato S.p.A.: MAgMA MIA!

Ubicazione e altezza massima: Tirreno Meridionale, 39° 14.912N -14° 23.228’E; Marsili Seamount= - 508 m s.l.m.

Superficie: ≈2100 km2

Tipo di vulcano: stratovulcano

Tipi di eruzioni prevalenti: effusive, esplosive

Fenomeni prevalenti: degassamento nel settore centrale, sismicità

Inizio attività eruttiva: ≈0.7-1 milione di anni

Ultima eruzione: tra 2100 e 3000 anni fa

Stato di attività: attivo

Livello di allerta (attuale): Non definito

 

Il vulcano sottomarino del Marsili è il più esteso ed elevato vulcano attivo del Mediterraneo e d’Europa, posizionato nella parte centrale dell’omonimo bacino oceanico. Ha una struttura allungata in direzione NNE-SSO ed è costituito da più fratture eruttive allineate e da oltre 80 centri eruttivi minori (coni avventizi). Misura circa 70 km in lunghezza e 30 in larghezza. La sua base si trova nella piana batiale tirrenica ad un profondita’ di circa 3400 m e il suo apice e’ a 508 m di profondità (Figure 1 e 2). Il Marsili ha una storia eruttiva molto lunga che è iniziata tra 0.7 e 1 milione di anni fa, di cui naturalmente si conosce ancora poco vista l’inaccessibilità del vulcano. Le sue rocce hanno un’affinità calcacalina da bassa ad alta in potassio e variano in composizione da basalti a trachiti. Nella sua lunga attività, collocabile soprattutto fra 0.78 and 0.1 in base ai dati di età disponibili, ha dato luogo ad eruzioni prevalentemente effusive e, in misura minore, esplosive a bassa energia.

Ci sono stati degli studi recenti (e.g. Iezzi et al., 2014; Tamburrino et al., 2015 e si legga il link del blog riportato in basso) che hanno dato nuovo slancio alle ricerche su questo vulcano. Tali studi hanno stabilito che le ultime eruzioni siano avvenute in epoca storica, tra 2100 e 3000 anni fa, da piccoli coni localizzati nella parte centrale dell’apparato vulcanico. Questi studi e gli articoli pubblicati su giornali e riviste divulgative hanno acceso anche un grande interesse tra il grade pubblico e gli appassionati, tant’è che nei seminari vulcanologici divulgativi e nelle lezioni per le scuole la domanda sul Marsili non manca mai! Il vulcano è anche uno dei più disegnati dai bambini (Figura 3).

L’attività attuale del Marsili è caratterizzata da fenomeni vulcanici secondari, in particolare degassamento sottomarino, e da sismicità di bassa magnitudo indotta da processi vulcano-tettonici e idrotermali; i terremoti sono registrati solo da stazioni poste sul fondo del mare intorno al vulcano. Non vi sono evidenze morfologiche di grandi frane o collassi avvenute nel passato, ma sono in corso attività di ricerca per valutare la effettiva stabilità dell’edificio.


Link: https://volcano.si.edu/volcano.cfm?vn=211080

https://ingvterremoti.wordpress.com/2015/05/19/cosa-non-sappiamo-del-vulcano-marsili/