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Isola Ferdinandea

Schema bati-morfologico del Canale di Sicilia (modificato da Falzone et al., 2009 sulla base del General Bathymetric Chart of the Oceans, 2003). FL: fossa di Linosa.

Ubicazione e altezza massima: Sicilia, 37°09'498”N, 12°43’07”E; = -10 m b.s.l.

Superficie totale: ≈ 4 km2

Tipo di vulcano: stratovulcano

Tipi di eruzioni prevalenti: effusive, stromboliane, pliniane

Fenomeni prevalenti: ignoti

Inizio attività eruttiva: 1831

Ultima eruzione: 1863

Stato di attività: quiescente

Livello di allerta: Base



La ex-isola Ferdinandea, anche nota come “Banco Graham” è uno dei vari vulcani sommersi del mar Mediterraneo ed in particolare nel Canale di Sicilia. Insieme alle isole di Pantelleria e Linosa fa parte di campo vulcanico poco esplorato che si è sviluppato per la dinamica distensiva attiva nel Canale di Sicilia (Fig. 1). Il vulcano sottomarino eruttò il 7 luglio del 1831 e progressivamente formò un cono vulcanico alto circa 65 m, largo poco meno di 300 e con un perimetro di quasi 1 km, che affiorava appena di 4 m sul livello del mare. L’eruzione - che cessò il 20 agosto lasciando al centro una piccola mofeta fumante e ribollente - destò una vivace curiosità tra gli avventurieri dell’epoca che raggiunsero la zona per osservare e descrivere i fenomeni; da queste osservazioni di crociera, si ricavarono sia le stampe che raffigurano il vulcano sia i campioni di materiale fresco eruttato che sono tuttora collezionati in alcuni musei. Le descrizioni riportano sismicità, un mare con acqua in ebollizione e da cui si alzavano fumi tossici, così come un’eruzione esplosiva visibile da terra (Sciacca, Menfi, Mazzara e Marsala). L’isola era costituita da tephra (ceneri fini, lapilli e scorie più o meno dense e blocchi di lava, di colore nero-rossastro) che risultò essere altamente cristallina, di tipo basaltico e con arricchimento in sodio. Sulla base delle descrizioni storiche (es. il professore dell’Università di Catania, Carlo Gemellaro) e delle caratteristiche dei prodotti, l’attività eruttiva può essere quasi certamente definita di tipo surtseyano. A causa della fragilità delle rocce di cui era costituita e dell’assenza di ulteriori attività eruttive, l’isola fu erosa dal mare nel giro di un paio di mesi; le cronache riportano altre due emersioni nel 1846 e nel 1863. Oggi, il Banco Graham, sommerso a meno 6.9 m, rappresenta il relitto dell’isola e può essere esplorato. In tempi recenti, sono stati prelevati alcuni campioni di roccia grazie alla realizzazione di un metanodotto ed eseguite indagini del fondo del mare per ricerche scientifiche. L’attività eruttiva di questo vulcano sottomarino si posiziona su un basamento lavico sommerso, situato a ≈200 m sotto il livello del mare dove si riconoscono almeno altri 9 piccoli apparati. Recenti ricerche oceanografiche hanno evidenziato che il Banco Graham costituisce – con i vicini banchi “Terribile” e “Nerita” – uno dei coni associati al vulcano sottomarino Empedocle, un grande edificio vulcanico che si eleva mediamente di circa 500 metri dal fondo del mare, nel Canale di Sicilia.