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Newsletter n.2

vita ricercatore

Carta d’identità

Nome: Valerio Lombardo

Anni: 52 anni

Qualifica: Ricercatore

Sede: Roma ONT

Campo di attività: Monitoraggio vulcanico

Colore preferito: Nero (perché sfina..) :D



 

 

Hai presente un bambino gioioso? Ti assicuro che può avere anche 52 anni. Valerio è un concentrato di ottimismo e giovialità. Ti accoglie sempre con un sorriso e una risata in sottofondo davvero contagiosa. È un super nerd, non nasconde il suo amore per il pc ma sa essere molto socievole. Crede molto nell’amicizia e ha le idee chiare su tante tematiche dove niente sarebbe in grado di spostarlo dalla sua postazione. Andiamo a conoscere questo ragazzo che tra le tante qualità è in grado di realizzare camere magmatiche in 3D e farti vivere e conoscere i vulcani…solo un super nerd può tanto!

Cosa o chi ti ha avvicinato al mondo della scienza? 

Sono sempre stato molto attratto dalla ricerca e dalle scienze naturali. All’inizio ho scelto Ingegneria all’università, ma non era nelle mie corde. Dopo il militare ho scelto Geologia. 

Da bambino cosa sognavi di diventare “da grande”?

Ho seguito la mia natura. Quando bisognava fare ricerche scientifiche ero sempre in primo piano, mi facevo regalare libri sulla scienza, sui vulcani e su tutti quelli che erano gli aspetti naturalistici del nostro Pianeta.

Che materie ti appassionavano a scuola? 

La Fisica mi piaceva moltissimo, ma anche le materie letterarie come Storia e Filosofia.

Che adolescente eri?

Ero veramente un Nerd. Sempre attratto dai computer e dall’informatica. Passavo ore e ore incollato al Commodore 64. Non ci giocavo solamente…a 16 anni programmavo. I miei mi dovevano cacciare di casa…solo quando dovevo andare a giocare a calcio uscivo con molto piacere.

C’è stato un “mito” di riferimento a cui ti sei ispirato? 

Sono sempre stato un autodidatta, come modello direi alcuni ricercatori, soprattutto all’inizio della mia carriera, che mi hanno aiutato a capire il mondo della ricerca. 

Che ricordi hai del tuo percorso universitario? 

Gli anni a Geologia li ricordo come una liberazione, dopo il primo terribile anno di Ingegneria…il professore lì era una figura mitologica…a Geologia, invece, è stato fantastico entrare in una dimensione umana e sono tornato ad essere quello studente non eccelso ma discreto, conseguendo la laurea con facilità.

Il momento più emozionante della tua carriera? 

Direi il giorno in cui sono stato assunto all’INGV a ruolo dopo 18 anni di precariato.

Invece il momento più emozionante nella tua vita privata? 

L’esperienza di studio negli Stati Uniti è stato uno dei momenti più emozionanti. Ma includerei anche tutte le missioni e le esperienze che ho vissuto in questi anni. Conoscere culture estremamente diverse dalla nostra mi ha emozionato molto.

Cosa pensi che saresti diventato se non avessi fatto il ricercatore?

Informatico, certamente…non è emozionante, lo so… Invece se dovessi volare con la fantasia ti direi il calciatore.

Da quanto tempo sei all’INGV?

Sono entrato nel 1997, subito dopo la laurea. Mi mantenevo come geologo di campagna, ma ho lavorato anche al McDonald’s.

Qual è la prima cosa che fai quando torni a casa? 

Riaccendo il pc!

Come hai vissuto il periodo di lockdown di inizio pandemia?

A casa forse ho lavorato anche meglio di quando lavoro in Istituto. Risparmiare due ore di auto per raggiungere e lasciare il posto di lavoro non è poco… Ma ad oggi posso dirti che un nerd come me ha ormai bisogno di riprendersi una vita normale.

Qual è, secondo te, la scoperta scientifica che cambierebbe la storia? 

Trovare una energia pulita e illimitata…sfruttabile. Abbiamo bisogno di guardare al futuro, siamo in un’epoca tecnologica che ha bisogno di una energia pulita e sostenibile. 

Una città che hai visitato che ti è rimasta nel cuore e una in cui hai sempre sognato di trasferirti? 

Io sono innamorato di Venezia, soprattutto perché non ci sono macchine e io detesto il traffico…

Quali sono stati i tuoi viaggi più belli? 

Stati Uniti, Islanda…paesaggi inediti rispetto ai nostri…così estremi che colpiscono…senza dubbio.

Cosa ti sarebbe piaciuto scoprire, tra le scoperte del passato? 

Mi sarebbe piaciuto capire il motore a scoppio…vedevo i miei amici del liceo smanettare con i loro motorini e li ho sempre invidiati, non sapendo imitarli. Per me dentro al cofano dell’auto c’è la magia nera!

Qual è la tua principale inquietudine?

Tornare a un certo periodo universitario ...tutt’ora mi capita di sognare di dover fare la tesi ma di avere ancora due esami da dare…mi sveglio e mi chiedo “Come faccio?!”, ecco, questo mi mette un po' di ansia.

La conversazione che non hai mai fatto e che ti sarebbe piaciuto fare…con chi?

Leonardo Da Vinci…lui è davvero un caposaldo della nostra cultura e conoscenza.

Come ricercatore è sempre tutto spiegabile?

No, assolutamente. Anche nel mio campo quando scrivo un articolo ho sempre moltissimi dubbi. Spero sempre che i miei articoli siano sempre uno spunto di discussione. Mi preoccupo di più quando vengono accettati così, senza commenti. Perché quando c’è discussione penso tre cose: se lo sono letto, lo hanno fatto bene e forse ne uscirà qualcosa di costruttivo.

La tua promessa mantenuta e quella che non sei riuscito a mantenere…

Arrivare a fare quello che mi piaceva. Sono un uomo soddisfatto. Su quella non mantenuta sorvoliamo…

Il tuo amore a prima vista?

Sempre il computer, amore a prima vista. Mai avuto un amore duraturo come con lui (ride).

Qual è il tuo X-Factor? 

L’ottimismo. 

Ti piace lo sport? 

Sì, in particolare il calcio e il pugilato. Quest’ultimo lo pratico da qualche anno…ti dà tutte le sensazioni della vita, la fatica, la voglia di arrendersi, di rialzarsi…però devi arrivare alla fine. Lo pratico da totale amatore ma lo adoro.

Ascolti musica? 

Adoro la musica, anche di generi diversi: passo dal Rock alla Tecno house. Sono parecchio eclettico…l’importante è che sia ritmato.

Libro preferito? 

“Il nome della rosa” di Umberto Eco. 

Una cosa che hai capito “da grande”? 

Di concedere l’amicizia e la fiducia con un po' più di attenzione.

Cosa conservi della tua infanzia? 

L’entusiasmo…non è mai passato. 

Un consiglio a chi inizia a fare ricerca? 

Fai quello che ti piace. Sfrutta le tue capacità in quello che ti piace. Reinventati nell’ambito della ricerca. La passione per l’informatica, nel mio caso, mi ha permesso di raggiungere gli obiettivi che mi ero preposto.

Ultima domanda: qual è la canzone che non smetteresti mai di ascoltare?

Ti farò ridere… “Pump Up The Jam” di Technotronic.