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Da alcuni giorni l’Europa sta vivendo momenti drammatici. Il conflitto che sta investendo l’Ucraina porta cupezza nella società intera.

“Historia magistra vitae” scriveva Cicerone, ma non sempre gli uomini, i popoli, ricordano le vicende del passato e, a tale scarsa memoria, consegue la perdita degli insegnamenti che la storia dona al presente, inclusi i terremoti.

Per tenere sempre accesa la luce di ciò che è accaduto e che non deve accadere più, l’INGV ha creato la “Pagina della Memoria” che, con il patrocinio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), della Comunità Ebraica di Roma e del Museo Ebraico di Bologna, pubblica le testimonianze e i documenti familiari di coloro che, componenti della comunità accademica e scientifica italiana, furono colpiti dalle leggi razziali varate nel 1938.

Al tempo, infatti, la cultura nel nostro paese subì un durissimo colpo. Non solo gli insegnanti di ogni ordine e grado furono costretti a comprimere le proprie idee nell’ambito della dottrina politica imposta dal governo fascista, ma moltissimi intellettuali, scienziati, professori e studenti furono espulsi dalle istituzioni culturali; altri, invece, riuscirono a fuggire all’estero contribuendo così allo sviluppo scientifico e culturale del paese che li aveva accolti.

L’iniziativa dell’INGV è stata promossa in particolare da Aldo Winkler e Micol Todesco, e ha subito avuto il sostegno della Senatrice Liliana Segre; sono seguite le adesioni di varie altre istituzioni, dall’Accademia dei Lincei col suo Presidente Roberto Antonelli,, al Consiglio Nazionale delle Ricerche tramite la Presidente Maria Chiara Carrozza. Il CNR, infatti, partecipa alle attività di ricerca mirando a ricostruire gli eventi connessi alle applicazioni dei provvedimenti in difesa della razza nell’ambito del CNR, ricostruendo i profili biografici e le carriere professionali e scientifiche delle vittime delle persecuzioni.

Passando a temi prettamente scientifici, è indubbio che le città italiane sono esposte a numerose forme di inquinamento. Tra esse, quello derivante dal particolato (PM) prodotto dal traffico urbano è dannoso tanto per l’uomo quanto per i beni culturali delle città d’arte. 

L’INGV è da anni impegnato nello studio delle caratteristiche e della natura delle polveri sottili, in buona parte dovute ai freni delle auto, mediante originali tecniche di laboratorio legate al magnetismo delle rocce. Recentemente, un team di ricercatori dell’INGV, dell’Accademia dei Lincei e dell’Università di Siena hanno concluso uno studio sugli alberi del Lungotevere e dei Giardini di Villa Farnesina a Roma, verificando gli effetti dell’inquinamento da traffico veicolare attraverso il biomonitoraggio magnetico di licheni e l’analisi delle foglie che accumulano il particolato automobilistico, limitandone l’ingresso nelle logge e i conseguenti danni ai capolavori di Raffaello Sanzio. Un tema, quello delle aree verdi, la cui importanza è stata ribadita nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che si prefigge di mettere in campo le azioni necessarie per proteggere la natura e salvaguardare le biodiversità per migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini.

E, sempre in questo ambito scientifico, si inserisce l’iniziativa “ClimArt - immagini del cambiamento”. I ricercatori dell’INGV e gli studenti di un liceo artistico raccontano il cambiamento climatico utilizzando il linguaggio dell’arte, attraverso le opere grafiche e pittoriche degli studenti. Le opere di ClimArt sono state raccolte in un volume edito dall’INGV e messe in mostra a Villa Pamphilj a Roma.

In Italia, i vulcani siciliani continuano a far parlare di sé. In particolare, l’Etna ha ripreso la sua attività parossistica il 10 febbraio 2022. Con l’occasione, l’Osservatorio Etneo ha aperto due “finestre” sui vulcani siciliani, due canali TV in streaming che in real-time trasmettono le immagini della videosorveglianza vulcanica. Utilizzando la forza della rete del GARR, questi canali TV si aggiungono alle riprese ambientali e termiche da anni visibili sui siti dell’INGV.

Di vulcani ed eruzioni ne parliamo, nel nostro salotto virtuale, con l’ospite d’onore: Luca D’Auria, Direttore dell’area di vigilanza vulcanica dell’Istituto Vulcanologico delle Isole Canarie (Involcan). D’Auria, che ha iniziato il suo percorso scientifico all’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, ci ha raccontato alcuni aspetti dell’eruzione che ha interessato il vulcano Cumbre Vieja, a La Palma.

Le ceneri vulcaniche, finissime, si depositano nei sedimenti presenti in ogni angolo del nostro Pianeta e custodiscono la storia del nostro mondo. E’ quanto abbiamo scoperto in Antartide dove un team internazionale di ricercatori guidati dall’INGV ha raggiunto risultati che aprono a nuove prospettive nella conoscenza della storia eruttiva del continente antartico. Ne parliamo nella rubrica La Fucina di Efesto con il responsabile del progetto Tracers.

Il nostro viaggio torna in Italia, dove i forti terremoti che hanno colpito negli ultimi decenni i centri urbani hanno dimostrato l’inconsapevolezza delle prestazioni sismiche degli edifici, delle infrastrutture del territorio. 

Conoscere lo “stato di salute” di una struttura in un territorio fortemente esposto al rischio sismico, infatti, consente di valutare ed adottare politiche di resilienza ben prima che un evento critico si verifichi, permettendo in tal modo non solo di ridurre e/o di ottimizzare gli investimenti ma, soprattutto, di ridurre le conseguenze associate all’evento. 

In tale ottica, l’INGV ha realizzato a Catania il primo Osservatorio Sismico Urbano d’Italia. Con il progetto PON an Early WArning System for cultural heritage”,sono state installate oltre 20 stazioni sismiche monitorano lo “stato di salute” delle strutture e delle infrastrutture cittadine in caso di terremoto permettendo, inoltre, una stima dell’intensità dell’evento quasi immediata, così da accelerare la macchina dei soccorsi. Ne parliamo con il responsabile del progetto nella rubrica Il Pennino del Sismografo.

E, per ritornare al brocardo iniziale, la memoria delle calamità accadute nel passato è utile a mantenere vivo dentro di noi quel sufficiente timore che ci spinge ad azioni virtuose di prevenzione.

Nel mese di febbraio del 1783, Calabria e Sicilia furono colpite da una delle più lunghe crisi sismiche del nostro territorio. Tutto ebbe inizio il 5 febbraio con un forte terremoto in Calabria, a cui ne seguirono molti altri nei tre anni successivi. I numerosi eventi sismici provocarono, oltretutto, anche degli tsunami che causarono vittime e danni considerevoli. Abbiamo approfondito l’evento nella rubrica La Terra Racconta, in una intervista rivolta ai ricercatori del Centro Allerta Tsunami che ci hanno descritto quanto accaduto allora e le attività che oggi il CAT pone in essere per prevenire simili conseguenze.

Il nostro viaggio mensile prosegue con il consueto tour virtuale per le strutture dell’INGV. Questa volta, con il suo Direttore, apriamo le porte della Sezione Roma 2 che si occupa, principalmente, di  geomagnetismo e fisica ionosferica, passando per il paleomagnetismo, la geofisica crostale e l’oceanografia. Una Sezione scientifica leader nei settori scientifici di sua competenza, che offre importanti contributi all’implementazione delle conoscenze nella sismologia e nella vulcanologia.

Infine, il nostro viaggio nel mondo della ricerca termina nel Laboratorio di Strumentazione Geofisica e Sismometrica dell’Osservatorio Nazionale Terremoti. Nato quasi trent'anni fa nell’ambito delle attività tecniche della Rete Sismica Nazionale, oggi è punto di riferimento per i tester dei sensori sismici e per la progettazione di nuovi strumenti.

Buona lettura!