logo ingv alto nero 18
BANNER TESTIMONIANZE

Nella Levi Mortera nasce l’8 ottobre 1907 in Alessandria d’Egitto, prima di cinque sorelle, da Giorgina e da Giacomo Alberto. Trascorre la prima infanzia in Egitto, dove frequenta l’asilo inglese fino a quando tutta la famiglia si trasferisce in Italia per seguire il padre richiamato alle armi.

Terminata la guerra, Nella ritorna con i suoi in Alessandria dove, conseguita la licenza presso il Liceo Italiano, prenderà anche il baccalaureat al Licée Francais. Frequenta quindi l’Università a Roma, dove si laurea in lettere il 1 luglio 1929. Nel settembre dello stesso anno sposa Edoardo Volterra, che ha conosciuto nel corso dei viaggi organizzati da Roberto Almagià, suo professore di geografia e cugino della madre di Edoardo. Nel 1930 nasce la loro prima figlia, Laura, e la famiglia segue gli spostamenti di Edoardo, giovanissimo professore di Diritto Romano chiamato ad insegnare presso le Università di Cagliari, Parma e Pisa,per approdare definitivamente a Bologna nel 1934.
É qui che, nel 1938 iniziano gli anni più difficili, quelli narrati appunto in questo scritto, ed è qui che nel dopoguerra torna la famiglia, nella casa di Via Odofredo. Nel primissimo dopoguerra, Nella lavora per un breve periodo come traduttrice per gli Alleati, ed in seguito si occupa attivamente del soccorso alle giovani donne reduci dai campi di sterminio. Anche negli anni successivi collabora con l’Unione Donne Italiana (UDI) e con l’Associazione Donne Ebree d’Italia (ADEI), preparandosi contemporaneamente per gli esami di abilitazione all’insegnamento del Francese, che supererà nel 1949, anno in cui nasce la seconda figlia, Virginia.

Inizia quindi ad insegnare, prima a Bologna e poi a Roma, dove si trasferisce nel 1954 per seguire il marito. Continuerà ad insegnare con lo stesso entusiasmo prima nelle scuole medie e poi nelle scuole superiori fino al momento della pensione, dedicandosi anche  con la passione ereditata dal padre, traduttore di Orazio e di Marziale, e trasmessa a nipoti e pronipoti alla tra duzione poetica dal francese e dall’inglese.

Vive ancora oggi nella casa di Porta Pinciana, circondata dall’affetto e dalle cure dei familiari e di tutti coloro che l’assistono.

Chi l’ha conosciuta ricorderà sempre il suo sorriso, la sua proverbiale distra- zione, quell’aria assorta, serafica e un po' svagata che poteva facilmente accreditare l’idea di uno scarso coinvolgimento con la realtà. Nulla di più ingannevole, come testimoniano il suo impegno sociale, la lunga e appassionata dedizione all’insegnamento, la straordinaria finezza interpretativa delle sue traduzioni poetiche.
Questo suo scritto è rimasto nel cassetto molti anni, ma ora ci sembra giusto darlo alle stampe in questa edizione casalinga, che abbiamo pensato di corredare con qualche foto e documento d’epoca

Roma, 15 maggio 2000