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Microscopio elettronico ad emissione di campo

Microscopio elettronico ad emissione di campo

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Laboratorio sperimentale

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Laboratorio sperimentale

Laboratorio analogico

Laboratorio analogico: esperimento di risospensione della cenere nel tunnel del vento

Negli ultimi decenni il vertiginoso sviluppo delle conoscenze sulla tecnologia e scienza dei materiali ha reso possibile la costruzione di strumenti in grado di riprodurre le condizioni ambientali che controllano la dinamica dei processi chimico-fisici all'interno e sulla superficie terrestre. Fra questi processi, quelli relativi alla sismicità ed al magmatismo-vulcanismo sono di particolare rilevanza economica e sociale per il numero di vittime e l'entità di danni che provocano.
In questo ambito si è sviluppato presso la Sezione di Roma 1 dell’INGV il Laboratorio per le Alte Pressioni e Alte Temperature di Geofisica e Vulcanologia Sperimentali.
Lo studio sperimentale dei processi petrologici, geofisici e vulcanologici che avvengono all’interno e sulla superficie della Terra è l’obiettivo del Laboratorio che si è sviluppato in due settori principali, microanalitico e sperimentale. Il settore microanalitico è fondamentale per la caratterizzazione dei materiali. E’ equipaggiato con una microsonda elettronica per lo studio composizionale dei materiali geologici e sperimentali ed un microscopio elettronico ad emissione di campo destinato alle analisi tessiturali e morfometriche ad alta risoluzione. Il laboratorio è a disposizione di un gran numero di ricercatori sia dell’INGV che esterni.

Mediamente ogni anno vengono sviluppate 30 proposte di ricerca inerenti lo studio dei terremoti, eruzioni vulcaniche e le proprietà dei materiali. Il settore sperimentale è costituito da molti apparati che in parte sono stati anche sviluppati all’interno del laboratorio stesso. Le principali applicazioni riguardano (i) lo studio delle proprietà chimico-fisiche dei magmi, (ii) lo studio delle proprietà fisiche delle rocce e (iii) l’approccio analogico allo studio delle dinamiche eruttive e della frattura.

Nel laboratorio lavorano ricercatori e tecnologi sia italiani che stranieri e lo stesso rappresenta oggi un punto di riferimento internazionale della ricerca sperimentale nel settore geofisico e vulcanologico. Ogni anno vengono ospitati ricercatori provenienti da tutto il mondo, mentre l’attività formativa agli studenti provenienti da Università italiane e estere viene garantita attraverso stages, tesi di laurea e dottorati di ricerca. Lo sviluppo del Laboratorio per Alte Pressioni e Alte Temperature ha visto a partire dal 2004 la realizzazione di numerosi progetti sia nazionali che internazionali che vedono in alcuni casi il laboratorio stesso coinvolto anche come host institution.

 

The High Pressure-High Temperature Laboratory of the Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia of Rome (hereafter HPHT Lab) is a multidisciplinary facility originally founded in 2002.       

The HPHT Lab includes three areas of investigation: 1) experimental testing of natural and synthetic materials; 2) microanalytical and physical analyses; 3) analog experiments. Volcanology, petrology, mineralogy, seismology, and rock physics are the main, broad areas of research at the HPHT Lab.
Concerning the experimental investigations, research in magma evolution and rheology, and on mantle petrology are carried out with high-pressure and high-temperature apparata, including furnaces, piston-cylinder, and multi-anvil devices, covering conditions from surface eruption of magma to middle mantle.

The frictional properties of faults and rocks are investigated under a wide range of slip rates and dynamics and under variable boundary conditions using unique rotary shear apparatus and large-scale bi-axial press. In addition, rock physics/mechanics studies, from rock permeability to fracturing and degassing can also be investigated with the above apparata and with more classical devices.
The analytical facilities include a Field-Emission Scanning Electron Microscope and an Electron Micro Probe Analyzer specifically tuned for natural rock analyses. Accessory to these are an helium pycnometer, particle size analyzer, sieves, and other basic instruments.
The analog investigations are carried out in a specific area where ad-hoc, temporary set-ups are developed. Analog materials are characterized using a rheometer, and the experiments are recorded and analyzed using a range of visual documentations, spanning from time-lapse cameras to high-definition and high-speed camcorders.

The analog laboratory focuses mostly on explosive volcanism and the related products and processes, including the formation and release of Taylor bubbles, pyroclast ejection during supersonic eruptions, and the sedimentation and aggregation of volcanic ash particles.
The HPHT Lab also hosts and develops new systems for the in-situ study of explosive volcanic eruptions by combining high-speed, high-definition imaging in the visible and thermal infrared wavelengths with acoustic recording. Investigated processes cover the ejection of volcanic ash and bombs, their settling and potential hazard, the sources of volcanic sound, and shifting styles of explosive volcanic activity.

The sharing of facilities and working space in between researchers with such a broad variety of backgrounds is a key component of the HPHT Lab, eventually leading to interdisciplinary exchange, facilitating the development of new projects, and ultimately promoting a stimulating research environment.

 

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