Modelli climatici per il clima delle Alpi
09/12/2011
ADAPTALP fornisce una serie di raccomandazioni ai decisori politici utili per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici sull’area Alpina.
Il riscaldamento globale provocato dalle emissioni antropiche di gas serra è un problema che si può tradurre in anomalie climatiche di vario tipo. Negli ultimi anni i climatologi hanno intensificato gli studi per elaborare modelli che descrivono, nei dettagli globali e regionali, quali possono essere gli andamenti climatici. Nella nostra area, l’arco Alpino è considerato un hot spot climatico, perché è ormai sottoposto da anni a forti impatti dei cambiamenti climatici (crescita delle temperature atmosferiche, modifica del ciclo idrologico, fusione di ghiacciai montani e cambiamenti negli ecosistemi).
Qui a Durban, le tematiche scientifiche sono una base importante per le deliberazioni politiche sul clima e vengono affrontate in genere nella prima settimana delle negoziazioni nell’ambito del SBSTA (Organo Tecnico-scientifico della Convenzione UNFCCC). Qui da Durban dove si è parlato di hot spot climatici, propongo un’interessante pubblicazione appena uscita su “Natural Hazards”, dal titolo: “ Simulation of the XX century in Alpine space” a cura di Edoardo Bucchignani, Antonella Sanna, Silvio Gualdi, Sergio Castellari, Pasquale Schiano.
I ricercatori esperti di modellistica climatica del CMCC (Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici), insieme con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Bologna hanno partecipato a un progetto sulle Alpi dal nome ADAPTALP, che coinvolge le più rilevanti delle istituzioni alpine di Paesi come Francia, Svizzera, Slovenia, Italia, Austria, Germania.
Gli scienziati hanno fornito dei dati climatici elaborati tramite simulazioni numeriche con modelli climatici globali e regionali agli esperti in modellistica idrologica nell’ambito di questo progetto.
“Durante il periodo estivo, dice Sergio Castellari - IPCC Focal Point Italia - nelle Alpi le precipitazioni possono caratterizzarsi come fenomeni molto intensi. Come prima fase dello studio, abbiamo analizzato quanto le nostre simulazioni climatiche si discostano dalla realtà confrontandole con dati osservativi degli ultimi decenni. Come seconda fase invece abbiamo confrontato gli scenari climatici al 2100 con le nostre simulazioni relative alle attuali condizioni climatiche. Abbiamo cercato di analizzare, quindi si è cercato di simulare il clima presente”.
La prossima pubblicazione si concentrerà sulla analisi di questi scenari climatici futuri a diverse risoluzioni orizzontali, 14 km e 8km (quanto è fine il dettaglio del modello nella scala spaziale).
Lo scopo finale del progetto ADAPTALP è quello di fornire una serie di raccomandazioni ai decisori politici utili per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici sull’area Alpina.
Sonia Topazio (Capo ufficio stampa INGV)
L’approfondimento in audio del fisico Sergio Castellari (IPCC Focal Point Italia) - uno degli autori della pubblicazione: http://www.freerumble.com/audio.php?t=audio&id=2682
Per maggiori informazioni: ufficio stampa@ingv.it 06.51860543-515
Il riscaldamento globale provocato dalle emissioni antropiche di gas serra è un problema che si può tradurre in anomalie climatiche di vario tipo. Negli ultimi anni i climatologi hanno intensificato gli studi per elaborare modelli che descrivono, nei dettagli globali e regionali, quali possono essere gli andamenti climatici. Nella nostra area, l’arco Alpino è considerato un hot spot climatico, perché è ormai sottoposto da anni a forti impatti dei cambiamenti climatici (crescita delle temperature atmosferiche, modifica del ciclo idrologico, fusione di ghiacciai montani e cambiamenti negli ecosistemi).
Qui a Durban, le tematiche scientifiche sono una base importante per le deliberazioni politiche sul clima e vengono affrontate in genere nella prima settimana delle negoziazioni nell’ambito del SBSTA (Organo Tecnico-scientifico della Convenzione UNFCCC). Qui da Durban dove si è parlato di hot spot climatici, propongo un’interessante pubblicazione appena uscita su “Natural Hazards”, dal titolo: “ Simulation of the XX century in Alpine space” a cura di Edoardo Bucchignani, Antonella Sanna, Silvio Gualdi, Sergio Castellari, Pasquale Schiano.
I ricercatori esperti di modellistica climatica del CMCC (Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici), insieme con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Bologna hanno partecipato a un progetto sulle Alpi dal nome ADAPTALP, che coinvolge le più rilevanti delle istituzioni alpine di Paesi come Francia, Svizzera, Slovenia, Italia, Austria, Germania.
Gli scienziati hanno fornito dei dati climatici elaborati tramite simulazioni numeriche con modelli climatici globali e regionali agli esperti in modellistica idrologica nell’ambito di questo progetto.
“Durante il periodo estivo, dice Sergio Castellari - IPCC Focal Point Italia - nelle Alpi le precipitazioni possono caratterizzarsi come fenomeni molto intensi. Come prima fase dello studio, abbiamo analizzato quanto le nostre simulazioni climatiche si discostano dalla realtà confrontandole con dati osservativi degli ultimi decenni. Come seconda fase invece abbiamo confrontato gli scenari climatici al 2100 con le nostre simulazioni relative alle attuali condizioni climatiche. Abbiamo cercato di analizzare, quindi si è cercato di simulare il clima presente”.
La prossima pubblicazione si concentrerà sulla analisi di questi scenari climatici futuri a diverse risoluzioni orizzontali, 14 km e 8km (quanto è fine il dettaglio del modello nella scala spaziale).
Lo scopo finale del progetto ADAPTALP è quello di fornire una serie di raccomandazioni ai decisori politici utili per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici sull’area Alpina.
Sonia Topazio (Capo ufficio stampa INGV)
L’approfondimento in audio del fisico Sergio Castellari (IPCC Focal Point Italia) - uno degli autori della pubblicazione: http://www.freerumble.com/audio.php?t=audio&id=2682
Per maggiori informazioni: ufficio stampa@ingv.it 06.51860543-515

