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"Ardito Desio. La fortuna aiuta gli audaci"

31/01/12

Gentili colleghi,
vi comunico che nell'ambito delle celebrazioni per il decennale della morte del Prof. Ardito Desio, il giorno 2 febbraio alle ore 14:30, presso la sala conferenze dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma, in via di Vigna Murata n. 605, sarà presentato il documentario dal titolo:  "Ardito Desio. La fortuna aiuta gli audaci" di Michele Codarin e prodotto da Quasar Multimedia in collaborazione con l’Associazione Ardito Desio.

Non pensate di annoiarvi un solo attimo con il documentario scientifico-divulgativo,  a montaggio alternato tra vecchie fotografie in bianco e nero, giornali dell’epoca, ricerche su wikipedia e tesine di giovani studenti.
Cinquantasei minuti che racchiudono, nell’archivio di Ardito Desio (per gran parte digitalizzato)  i passi fondamentali di uno scienziato che ha determinato la storia della geolgia del  XX° secolo;  cento anni di storia.
Tra i protagonisti intervistati nel filmato, l’alpinista Mauro Corona, il Prof. Guido Gosso (Università di Milano), lo scrittore Angelo del Boca, il Prof. Baldini (Università di Milano) e la Prof.ssa Maria Bianca Cita che fu allieva di Ardito.
Il filmato non è girato come prodotto standard, ma è una serie di fotogrammi armonici, come  un docu-film tra giovani interessati alla scoperta di uno studioso di cui poco dicono le enciclopedie (anche quelle virtuali).
Bellissime le fotografie panoramiche dell’epoca a 360° , foto che iniziano e finiscono con lo stesso soggetto.
Infine lo spaccato di intervista allo storico Guido Fulvio Aviani: “Desio cercava il difficile, fino al punto che si può riuscire – fino al dove”.


 
Scheda:

Ardito Desio nacque a Palmanova (Udine), il 18 aprile 1897. Partecipò alla prima guerra mondiale, prima come volontario ciclista, poi come ufficiale degli Alpini. Laureatosi in Scienze Naturali a Firenze nel 1920, prestò servizio come assistente negli Istituti di Geologia delle Università di Firenze, Pavia e Milano. In quest'ultima università fondò l'Istituto di Geologia che poi diresse come professore ordinario dal 1927 al 1972,quando andò in pensione per raggiunti limiti di età e fu nominato Professore Emerito. Dal 1930 al 1967 fu Professore incaricato di Geologia Applicata all'Ingegneria al Politecnico di Milano. La sua attività scientifica è documentata da oltre 400 pubblicazioni che illustrano i risultati delle ricerche svolte in Italia ed in vari Paesi dell'Asia e dell'Africa. Tra il 1926 e il 1940 fece ricerche in Libia, realizzando la prima carta geologica di questo territorio. Scoprì falde acquifere e, nel 1932, un giacimento di sali potassici nell'Oasi di Marada e l'esistenza del petrolio. Nel corso della sua vita organizzò e diresse una quindicina di spedizioni scientifiche, anche sulle catene montuose più alte della Terra, come  quella che scalò per prima il K2, la seconda cima del mondo per altezza. Progettò e realizzò un laboratorio scientifico di alta quota in una piramide di acciaio, alluminio e vetro che fu installata nel 1990 a 5050 metri d'altezza ai piedi dell'Everest. Nell?ambito di questo progetto, denominato EV-K2-CNR, dedicato anche alla misura dell?altezza del Monte Everest, presero parte anche alcuni ricercatori dell?ING (ora INGV) per misure geodetiche e sismiche tra Nepal e Tibet. E' stato membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei e socio onorario di molte società scientifiche italiane e straniere. Fu il primo Presidente dell'Associazione Nazionale dei Geologi Italiani e Presidente del Comitato Geologico per sette anni. Ha scritto su alcuni dei maggiori quotidiani e periodici italiani. Fu Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Repubblica Italiana. Ardito Desio, padre della moderna geologia italiana, si è spento serenamente il 12 dicembre 2001 all'età di 104 anni.

Documentario sviluppato e realizzato da “Girandola” on il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Udine.
Regia: Michele Codarin
Direttore della fotografia:
Montatore: Nevio de Conti
Produttore esecutivo: Francesco Meliciani
Sceneggiatura: Michele Codarin





Per maggiori informazioni:
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