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Oggi l’INGV su Nature

03/03/2009

Un’ ulteriore smentita sulla natura meteoritica del Lago del Sirente (Abruzzo) è in  stampa sulla rivista Journal of Geophysical Research (JGR) e “Nature Geoscience” oggi ci dedica una pagina di commento.
Ci dispiace sfatare per la seconda volta la misteriosa e affascinante leggenda del “meteorite di Costantino”, ma nuovi e più dettagliati studi portano alla conferma, da parte dei nostri esperti, che la depressione circolare che contiene il laghetto non è né di natura meteoritica né un vulcano di fango (come era stato anche ipotizzato), ma è stata creata dall’uomo. Probabilmente è opera di pastori che nell’ambito della transumanza hanno creato un serbatoio d’acqua per abbeverare le numerose greggi portate sugli altopiani carsici abruzzesi, notoriamente privi di acque superficiali durante il periodo estivo.
Chiediamo al geologo Fabio Speranza che cosa di diverso dice la nuova pubblicazione scientifica su JGR rispetto a quella precedente, pubblicata nel 2004.
In questo lavoro abbiamo riportato i risultati di nuove indagini geofisiche e geochimiche ad alta risoluzione effettuate nella Piana del Sirente durante il 2006 e il 2007. Si tratta di sette profili geoelettrici, di un rilievo magnetico ad alta risoluzione e tre ad altissima risoluzione, e di misure di emissione di metano. Le misure geoelettriche e magnetiche hanno fornito una sorta di radiografia della struttura della piana e del “cratere”, mentre le emissioni geochimiche sono servite a valutare la compatibilità con l’ipotesi del vulcano di fango.

Che cosa avete osservato?
In sintesi, i risultati principali sono i seguenti:
• il “cratere” non ha radici più profonde di 10-20 m. Cioè al di sotto di 10-20 m i sedimenti sono assolutamente indisturbati, e questo è incompatibile con l’ipotesi che un meteorite sia penetrato in profondità.
• Non ci sono corpi magnetici (e quindi nessun meteorite metallico) sotto la depressione principale che contiene il laghetto.
• Circa 30 piccole depressioni secondarie, interpretate come crateri meteoritici secondari, sono esattamente localizzate al di sopra di strutture carsiche del substrato calcareo. Vanno dunque interpretate come doline carsiche, anziché crateri. Anche la depressione principale che contiene il lago si trova al di sopra di strutture carsiche. E’ probabile dunque che si tratti di una dolina naturale successivamente sistemata e rimodellata per costituire un serbatoio d’acqua.
• Non ci sono emissioni di metano, e anche altre caratteristiche regionali geologiche e geochimiche sono incompatibili con l’ipotesi vulcano di fango.

Avete dovuto ricorrere ad analisi geofisiche e geochimiche di nuova generazione per ottenere i recenti risultati?
Si. In particolare abbiamo sfruttato la strumentazione e i programmi di analisi all’avanguardia acquisiti nel corso degli ultimi anni dal laboratorio di aerogeofisica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.


Avete fatto altri tipi di comparazione rispetto alla scorsa pubblicazione?

In realtà i dati ora ottenuti sono complementari rispetto a quelli presentati nel 2004, perché allora avevamo misurato il contenuto di Nichel e Cromo (considerati traccianti meteoritici), nonché le proprietà magnetiche dei sedimenti, e avevamo mostrato che nella Piana del Sirente non è presente alcuna delle anomalie geochimiche tipiche dei crateri di impatto.


Perché i geologi della scuola di Scienze planetarie dell’Università D’Annunzio di Pescara continuano a sostenere la natura meteoritica del Lago Sirente? Quali prove hanno in mano?

Onestamente mi pare che non ci sia più alcun dato a favore dell’ipotesi meteoritica. I suoli della Piana del Sirente non contengono frammenti meteoritici né traccianti meteoritici, né microsferule o altre strutture tipiche da impatto meteoritico. In un articolo del 2007 i colleghi di Pescara hanno sostenuto che la “pistola fumante”, cioè la prova definitiva della natura meteoritica delle depressioni del Sirente, era costituita dai dati magnetici. Ma ora anche questa presunta prova cade completamente, perché i rilievi magnetici ad altissima risoluzione eseguiti dal nostro team mostrano in maniera inequivocabile che non c’è alcuna anomalia magnetica in corrispondenza del lago, e che le anomalie magnetiche in corrispondenza delle depressioni secondarie sono generate dai suoli contenuti nelle doline e probabilmente anche da frammenti metallici di origine antropica, frequentemente rinvenuti nella Piana del Sirente.

Sonia Topazio