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Nella mattinata del 19 febbraio 2021 è avvenuto il terzo episodio eruttivo parossistico al Cratere di Sud-Est dell’Etna in altrettanti giorni, dopo un tempo di quiete durato circa 35 ore. Preceduto da un trabocco lavico dalla bocca orientale sul versante est del cono iniziato poco prima delle 9 della mattina, contemporaneamente a una graduale intensificazione dell’attività esplosiva, la fase di fontane di lava è iniziata verso le ore 10:00 e ha generato una densa nube eruttiva carica di cenere e lapilli. Questa nube, che si è alzata per diversi chilometri sopra la cima del vulcano, attraverso la spinta del vento in direzione sud-est ha determinato ricadute di materiale piroclastico negli stessi luoghi già interessati dal parossismo precedente, i cui comuni principali si individuano in Zafferana Etnea ed Acireale. Dalla bocca orientale del Cratere di Sud-Est sono state emesse diverse colate di lava che ancora una volta hanno interessato le aree a est, verso il fondo della Valle del Bove, a nord-est e a sud-est. Alle ore 9:53 si è attivata anche la cd. “bocca della sella”, ovvero la bocca posta sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est, che ha prodotto alte fontane di lava e un trabocco lavico diretto verso sud-ovest. In prossimità delle ore 11:00 della mattina del 19 febbraio, l’attività di fontana di lava è rapidamente diminuita e cessata, seguita da un intervallo di emissione di cenere. Come negli episodi precedenti, con la fine delle fontane di lava rapidamente si è rilevata la diminuzione dell’ampiezza del tremore vulcanico e dei segnali infrasonici. Le colate laviche, benché non più alimentate, si sono espanse ancora per alcune ore. Sul cono del Cratere di Sud-Est sono continuate frequenti frane di materiale incandescente e rotolamenti di blocchi, in particolare da una zona sul fianco sud-orientale. L’attività dell’Etna è costantemente monitorata dall’Osservatorio Etneo dell’INGV di Catania. Durante il corso della giornata sono stati effettuati sopralluoghi dal personale dell’Osservatorio Etneo nell’area interessata per prelevare campioni dei prodotti emessi, durante il parossismo odierno, al fine di analizzarli in laboratorio.