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Deformazione crostale attiva

Dettaglio delle faglie attive nel basso versante sud-orientale dell’Etna (da Azzaro et al., 2012). In viola è evidenziata l’area in cui il rilievo geologico effettuato da EMERGEO dopo il terremoti del 26-12-2018 (Mw4.9) ha evidenziato fagliazione superficiale. La stella gialla rappresenta l’epicentro strumentale del terremoto.

Lo studio della deformazione crostale e dei processi tettonici attivi fornisce il quadro di riferimento per la comprensione dei meccanismi geologici che sovrintendono alla sismicità. Obiettivi di questa tematica di ricerca – affrontata attraverso approcci multi-disciplinari di tipo geodetico, sismologico, geologico e geochimiche – sono: a scala nazionale e del bacino del mediterraneo, la ricostruzione del campo di sforzo attuale e delle sue relazioni con la sismicità maggiore; a scala regionale, l’individuazione e caratterizzazione di faglie sismogenetiche.

Le attività relative a questa tematica si basano fortemente sulle reti osservative e di monitoraggio dell’INGV, su rilievi geologico-strutturali di terreno e sulle nuove tecnologie di geodesia satellitare.