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La descrizione di effetti geologici cosismici si può ritrovare in cronache anche molto antiche e dalla metà del 1800 ha cominciato ad essere sistematizzata e considerata una manifestazione superficiale del fenomeno terremoto. Visitando i luoghi colpiti dal grande terremoto della Owens Valley del 1872,  G. K. Gilbert’s sul  (Stati Uniti Occidentali) scriveva:

A mountain is not thrown up all at once by a great convulsive effort, but rises little by little. When an earthquake occurs, a part of the foot-slope goes up with the mountain, and another part goes down (relatively) with the valley. It is thus divided, and a little cliff marks the line of division. This little cliff is, in geologic parlance, a "fault scarp", and the earth fracture which has permitted the mountain to be uplifted is a "fault." [p. 49, 51 Gilbert, 1884: A theory of the earthquakes of the Great Basin, American J. Of Science, v27].
Una montagna non viene tirata su tutta in una volta con un grande sforzo ma si forma piano piano. Quando avviene un terremoto una parte della base del versante va su con tutta la montagna, e l'altra parte va giù (relativamente) con la valle. Uno scalino marca la linea di separazione tra le due parti.  Questo piccolo scalino, in gergo geologico, si chiama "Scarpata di Faglia" e la frattura della terra che ha permesso alla montagna di essere sollevata si chiama "Faglia".

Owens scarpfoto da: https://www.sierranevadageotourism.org/content/owens-valley-1872-fault-line/sie4739d52e2e7ec0a0b

 Negli stessi anni, altri scienziati in altre parti del mondo facevano osservazioni simili e l'idea che questi effetti potessero aiutare a comprendere quanto avvenuto durante il terremoto alle profondità sismogentiche cominciava a diffondersi. Tra i terremoti che hanno portato allo sviluppo della geologia dei terremoti ricordiamo ad esempio il terremoto della Val d’Agri (Basilicata) del 1857 descritto nei dettagli da Mallet (Mallet, R., 1862, Great Neapolitan Earthquake of 1857: The First Principles of Observational Seismology. Royal Society) o il terremoto di Atalanti (Grecia centrale) del 1894 di cui Skouphos ed altri contemporanei hanno descritto in dettaglio gli effetti sull’ambiente naturale (Skouphos, T. (1894), Die swei grossen Erdbeben in Lokris am 8/20 und15/27 April 1894, Zeitschrift Ges. Erdkunde zu Berlin 24, 409–474). La mole di osservazioni raccolte in occasione del grande terremoto di San Francisco del 1906 ha permesso di creare una connessione diretta tra ciò che avveniva in profondità e in superficie durante un terremoto e lo sviluppo della teoria dell’elastic rebound di Reid  (The Mechanics of the Earthquake, The California Earthquake of April 18, 1906, Report of the State Investigation Commission, Vol.2, Carnegie Institution of Washington, Washington, D.C. 1910).

 

AtalantiEQ1894 6.9The Illustrated London News Scarpata di Faglia prodotta dal Terremoto di Atalanti (Grecia) del 1894, M6.9
1906SanFranciscoPhoto by G.K. GilbertScarpata di faglia prodotta dal Terremoto di San Francisco del 1906, M8.3

 

In italia la Geologia dei Terremoti ha cominciato a fare i primi passi negli anni 80 dello scorso secolo. Il terremoto dell'Irpinia del 1980, M6,9 ha dato un impulso in questa direzione ed è stato il primo terremoto per cui è stata riconosciuta una scarpata di faglia, ne è stato compreso il significato ed è stata verificata la congruenza con  le osservazioni sismologiche e geodetiche. Sulla scia delle osservazioni fatte in Irpinia, sono state anche rivisitate le rotture prodotte dal terremoto del Fucino dle 1915, M7,1, e sono anch'esse state interpretate come scarpata di faglia. Da allora, seppur con una certa lentezza, si sono diffusi anche in Italia gli studi di Geologia dei Terremoti che hanno portato alla raccolta di una grande mole di dati che consentono la caratterizzazione geologica delle faglie sismogenetiche.

 

Oddone    Scarpata di Faglia prodotta dal Terremoto del Fucino del 1915, M7,1
1906SanFranciscoPhoto by G.K. GilbertScarpata di faglia prodotta dal Terremoto dell'Irpinia del 1980, M6,9