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ispra.wecanjob Stazioni ISPRA RMN Stazioni della Rete Mareografica Nazionale (RMN). Otranto Mareografo Registrazioni mareografiche presso alcune stazioni della RMN raccolte in occasione dell’evento di maremoto osservato lungo le coste ioniche della Puglia, Calabria e Sicilia a seguito del forte evento sismico registrato nel mar Ionio, nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2018 con epicentro localizzato ad alcune decine di miglia al largo dell'Italia meridionale, a sud ovest dell’isola greca di Zacinto

L’ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - costituisce insieme all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e al Dipartimento della Protezione civile una delle componenti del Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti (SiAM) generati da terremoti nel Mar Mediterraneo.

Tra i compiti istituzionali dell’ISPRA vi è, infatti, quello di raccogliere ed unificare a livello nazionale i dati sullo stato dei litorali, nonché quello di rilevare i dati, anche in tempo reale, relativi al clima marittimo, elaborarli e divulgarli. L’ISPRA inoltre coordina il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA) nell’ambito del quale vengono adottati criteri, i metodi e gli standard per la raccolta, analisi e consultazione dei dati.

Questi compiti sono svolti dall’ISPRA attraverso il Centro nazionale per la protezione della fascia costiera, la climatologia marina e l’oceanografia operativa (CN-COS) che ha considerevolmente ampliato le attività dell’Istituto nel campo del rilevamento e della misura di onde anomale.

In particolare, il CN-COS gestisce le reti di monitoraggio meteo-marino tra cui la Rete Mareografica Nazionale (RMN), assai importante anche per il monitoraggio in tempo reale delle onde di maremoto che possono colpire alcuni tratti, talvolta molto estesi, delle nostre coste.

La Rete Mareografica Nazionale attualmente è composta di 36 stazioni di misura (mareografi), distribuite in modo uniforme sulle coste del territorio nazionale e nelle isole minori (Lampedusa, Ginostra, Elba, Tremiti).

Queste stazioni sono collocate prevalentemente all’interno dei porti ed effettuano un monitoraggio accurato e continuo di alcuni parametri meteo (vento e pressione atmosferica) e delle oscillazioni del livello del mare dovute sia al ciclo delle maree astronomiche che a motivi di altra natura, ad esempio meteorologica come nel caso delle onde di tempesta oppure, ancora, ad eventi geofisici come i terremoti, le eruzioni vulcaniche e le frane sottomarine.

Il monitoraggio del livello del mare è effettuato attraverso tre tipi di sensori: uno meccanico (sensore di livello a galleggiante) uno a microonde (radar) con precisione millimetrica e uno ad ultrasuoni, che è presente nella RMN dal 1998 e serve sia come riferimento storico per i dati rilevati che per la taratura degli altri strumenti.

Confrontando le misure prodotte in ognuna delle stazioni dai tre diversi sensori, ISPRA è in grado di garantire la massima precisione e una perfetta continuità delle serie dati.

La RMN è dotata di un sistema autonomo locale per memorizzare e gestire i dati rilevati in ogni stazione, di un sistema di trasmissione dati in tempo reale (UMTS), di un apparato di ricezione, pre-elaborazione, visualizzazione ed archiviazione dei dati installato presso la sede centrale di CN-COS a Roma. Attraverso quest’ultimo apparato i dati vengono inviati in tempo reale alla Sala Operativa del Dipartimento della Protezione Civile e alla sala operativa del CAT-INGV.

In nove stazioni di particolare importanza strategica per la misura di anomalie del livello del mare - come nel caso di uno tsunami - è presente un secondo sistema di trasmissione dati via satellite, che garantisce il collegamento anche in caso di guasto o malfunzionamento del sistema UMTS.

In caso di maremoto indotto da sisma, i dati mareografici svolgono una funzione importantissima: servono, infatti, a confermare la generazione di uno tsunami dopo la prima allerta effettuata dal CAT-INGV, e a quantificare l’impatto delle onde di maremoto lungo i differenti tratti di costa. Infatti, anche quando un certo terremoto ha le caratteristiche necessarie per creare uno tsunami (magnitudo, localizzazione e profondità) non è detto che riesca a generarlo.

La creazione di uno tsunami dipende, infatti, dalla componente verticale dello spostamento dei due blocchi di roccia che si spostano durante il terremoto, vale a dire dal volume di acqua che essi sono in grado di spostare sollevandosi o abbassandosi repentinamente a causa del terremoto.