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Il Dipartimento della Protezione Civile nazionale (DPC) è una struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri, che si occupa di tutte le attività volte alla previsione e alla prevenzione dei rischi, al soccorso e all’assistenza delle popolazioni colpite da calamità, al contrasto e al superamento dell’emergenza. La funzione del DPC è di mobilitare e coordinare tutte le risorse nazionali utili ad assicurare assistenza alla popolazione in emergenza.

Il DPC, come previsto dal decreto legislativo 2 gennaio 2018 n. 1, recante “Codice della protezione civile”, è il punto di raccordo del Servizio Nazionale della protezione civile e svolge compiti di indirizzo, promozione e coordinamento dell’intero sistema.

Il DPC, come previsto dal Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti di origine sismica (SiAM) nel Mar Mediterraneo, svolge attività di coordinamento del Sistema e di diffusione a livello nazionale e territoriale dei messaggi d’allertamento ricevuti dal CAT-INGV.

La messaggistica di allertamento è diffusa dal DPC a tutte le Componenti e Strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, attraverso una Piattaforma tecnologica centralizzata e dedicata.

Nello specifico, i messaggi di allerta sono distribuiti simultaneamente ai soggetti dell’Allegato 2 delle “Indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il rischio maremoto” pubblicate in Gazzetta Ufficiale n°266 del 15 novembre 2018: alle diverse Strutture Operative di livello nazionale e territoriale indicate nell’ Allegato 2 – Soggetti destinatari della messaggistica del SiAM e schema dei messaggi.

Nell’ambito del SiAM, il CAT deve informare tempestivamente il DPC, attraverso l’apposita messaggistica, degli esiti delle attività di monitoraggio relative alla stima della magnitudo, della localizzazione dell’ipocentro, dei livelli di allerta e ai messaggi provenienti dagli altri Tsunami Service Provider che operano nel Mediterraneo nell’ambito del programma NEAMTWS. In caso sia stato inviato un messaggio iniziale di allerta, il CAT deve altresì informare il DPC sugli esiti del monitoraggio del livello del mare, per la conferma o la cancellazione dell’allerta.

Poiché l’efficacia dell’allertamento dipende in larga misura dalla sua tempestività, l’obiettivo del SiAM è quello di inviare la messaggistica di allertamento nel più breve tempo possibile.

Nel caso di maremoti che avvengono molto vicino alle coste, i tempi tecnici necessari per la valutazione e diffusione dell’allerta da parte del CAT-INGV potrebbero essere superiori ai tempi d’arrivo del maremoto stesso.

Se l’informazione dell’avvenuto maremoto dovesse arrivare alla Sala Situazione Italia del DPC dal territorio prima del messaggio di conferma del CAT dell’INGV, la stessa sala operativa verificherà e valuterà la notizia e informerà Vigili del Fuoco, Polizia, Enti Locali e tutti gli altri soggetti già citati, nonché il CAT stesso e l’ISPRA. In questo caso il DPC valuterà l’eventuale emissione di un messaggio di conferma.

Nel caso in cui i mareografi non dovessero registrare anomalie significative del livello del mare per un tempo sufficientemente lungo, si può assumere che il terremoto non abbia generato alcuno tsunami. In questo caso il Dipartimento della Protezione Civile riceverà dal CAT un messaggio di cancellazione e lo diramerà opportunamente.

Il Dipartimento della Protezione Civile è incaricato anche della diffusione del messaggio di fine evento (anche questo ricevuto dal CAT), che viene emesso al termine di un evento di maremoto effettivamente rilevato, dopo che le variazioni del livello del mare tornano a essere confrontabili con i livelli precedenti al verificarsi dell’evento. A tale proposito va ricordato che, in caso di tsunami, le anomalie del livello del mare possono durare per diverse ore, e che prima di cancellare l’allerta è necessario verificare scrupolosamente i dati disponibili per evitare di esporre inutilmente la popolazione ai rischi collegati al maremoto.