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La giornata mondiale della consapevolezza sugli tsunami 2020 (World Tsunami Awareness Day – WTAD), organizzata dall’UNDRR (United Nations Office for Disaster Risk Reduction), pone l'attenzione al target "e" del protocollo di Sendai che auspica un incremento delle strategie di riduzione del rischio da catastrofi a livello nazionale, comunitario e locale per salvare le vite umane in caso di disastro.

Anche le coste del Mediterraneo sono interessate da questo rischio, a causa dell’elevata sismicità e della presenza di numerosi vulcani attivi, emersi e sommersi.

Si prevede che, entro il 2030, il 50% della popolazione mondiale vivrà in zone costiere esposte a inondazioni, tempeste e tsunami.
Avere piani e politiche in atto per ridurre l'impatto degli tsunami, contribuirà a costruire una maggiore resilienza e a proteggere le popolazioni a rischio.

Il Dipartimento di Protezione Civile, l'ISPRA e il Centro Allerta Tsunami dell'INGV hanno partecipato al webinar del 4 Novembre, dedicato ai Paesi dell’area Mediterranea (NEAM), insieme a Turchia, Grecia, Israele e Spagna, intervenendo nel panel dedicato alla panoramica e ai progressi nazionali nelle strategie di preparazione e mitigazione agli tsunami, attuate a livello nazionale. In particolare, una forte attenzione è stata posta sugli aspetti tecnico-operativi e sul quadro giuridico che caratterizza l'applicazione del programma Tsunami Ready alle comunità costiere dei Paesi del NEAM.

Per l'occasione è stato realizzato un video dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio da Catastrofi (UNDRR) in cui il SiAM (il Sistema d'Allertamento nazionale per i Maremoti di origine sismica), composto dal DPC, INGV e ISPRA si focalizza sulle attività cosiddette "ultimo miglio" in corso in Italia, in particolare quelle relative all'iniziativa Tsunami Ready. Il rischio tsunami può essere fortemente ridotto aumentando la conoscenza e la consapevolezza delle autorità locali e dei cittadini.