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Sumatra Propagazione ondaSimulazione numerica dell’altezza massima dell’onda di tsunami in mare aperto. Le linee bianche rappresentano la posizione del fronte dell’onda di tsunami a intervalli di 1 ora (Fonte: Ingv).

Il devastante tsunami generato dal terremoto di magnitudo Mw9.2 avvenuto il 26 dicembre 2004 in mare al largo della regione di Banda Aceh, isola di Sumatra in Indonesia, è stato una delle maggiori catastrofi naturali degli ultimi 100 anni. Lo tsunami ha infatti causato – secondo alcune stime ufficiali - la morte di almeno 230.000 persone lungo le coste di tutto l’Oceano Indiano, fino al Sud Africa; le onde, che in alcuni punti hanno raggiunto i trenta metri d’altezza, hanno causato danni materiali per 14 miliardi di dollari, costringendo all’evacuazione almeno un milione e seicentomila persone.

L’evento di Sumatra ha reso evidenti due aspetti cruciali: primo, con l’aumento delle densità delle popolazioni che vivono sulle coste è aumentato il livello di esposizione al pericolo tsunami rispetto al passato; secondo, nell’ottica della mitigazione del rischio tsunami, un sistema di allerta rapida attivo a livello regionale e coordinato a livello internazionale potrebbe permettere di salvare molte vite umane.

Proprio per questi motivi l’UNESCO si è mobilitata immediatamente dopo l’evento del 2004, non solo per organizzare gli aiuti alle popolazioni colpite, ma anche per offrire il proprio sostegno alle autorità nazionali allo scopo di organizzare sistemi di allertamento più efficaci. L’intento era anche quello di migliorare la capacità di risposta delle popolazioni, allo scopo di ridurre le perdite di vite umane causate dagli tsunami e di proteggere al tempo stesso le attività che assicurano i mezzi di sostentamento alle comunità colpite.

📖 Ulteriori approfondimenti sul ruolo dell'UNESCO

 

Le regioni IOC per i sistemi di allerta rapida tsunami