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Il programma pilota TsunamiReady (Link esterno al sito del progetto) nasce il 20 Giugno del 2001 sotto l’egida del Servizio Metereologico Nazionale degli Stati Uniti (NWS) e del National Ocean and Atmospheric Administration (NOAA).
Tsunami Ready è volto a garantire una maggiore consapevolezza del rischio tsunami ed una più efficiente gestione dello stesso da parte delle comunità costiere, chiamate ad assumere un ruolo attivo nella definizione e nell'attuazione dell misure salvifiche.

L'IOC/UNESCO, nell'assumere il programma fra i suoi principali obiettivi, ha elaborato linee guida internazionali, peraltro attualmente in fase di revisione, funzionali alla procedura di accreditamento dei singoli Comuni che desiderano essere dichiarati "Tsunami ready". Le linee guida internazionali, messe a punto sulla base di esperienze pluridecennali di difesa delle popolazioni costiere dal rischio tsunami, sono state sperimentate nelle differenti realtà che compongono le zone a più alto rischio del mondo.

INGV e il Dipartimento di Protezione Civile, stanno avviando le prime iniziative per verificare l'applicabilità del progetto alla realtà italiana. Nel corso del 2020 e 2021 verranno avviate le procedure su alcuni Comuni pilota.

Di seguito sono elencati gli indicatori principali identificati nelle linee guida del progetto pilota TsunamiReady, come requisiti perché una comunità venga riconosciuta “Tsunami Ready”.

V1: Zone di pericolosità da tsunami definite e mappate
V2: Stima iniziale del numero di persone che vivono nelle zone pericolose (tsunami hazard zones).

M1: Cartelloni pubblici con le informazioni sullo tsunami e sulle risposte (che identificano le zone pericolose, le vie di evacuazione, le aree di assembramento; e forniscono i comportamenti idonei (andare in zone rilevate finché l’allerta non viene terminata o revocata).
M2: Un inventario delle risorse economiche, infrastrutturali, politiche e sociali disponibili per ridurre il rischio tsunami al livello della comunità.

P1: Produrre mappe di evacuazione facilmente intellegibili secondo quanto definito dalle autorità locali.
P2: Sviluppare e distribuire materiali educativi e informativi. La distribuzione dovrebbe avvenire attraverso tre o più diversi canali di comunicazione.
P3: Organizzare ogni anno almeno tre attività educative/informative.
P4: Effettuare ogni due anni una esercitazione con il coinvolgimento della comunità, seguita da una valutazione dei risultati.

R1: Includere la pericolosità da tsunami nei Piani di Protezione Civile.
R2: Impegnarsi ad attivare e supportare i Centri Operativi Comunali durante un evento tsunami.
R3: Dotarsi di strumenti affidabili e ridondanti per ricevere i messaggi ufficiali di allertamento: almeno tre canali.
R4: Dotarsi di strumenti affidabili e ridondanti per disseminare i messaggi ufficiali di allertamento: almeno tre canali

Legenda delle azioni

V: Valutazione; M: Mitigazione; P: Preparazione; R: Risposta