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Inondazione_Japan
Postazione Cat  La postazione CAT-INGV durante un'esercitazione Early Est Una schermata del programma Early - Esttab eventi Med Tabella eventi elaborati dal CAT-INGV e tempi di lancio dell'allerta (tempo origine del terremoto, localizzazione, magnitudo calcolata dall'USGS, magnitudo calcolata dal CAT, lvello d'allerta e minuti trascorsi dal terremoto al lancio dell'allerta)

Dall’autunno 2014 presso la Sala di sorveglianza sismica dell’INGV a Roma viene effettuato dal Centro Allerta Tsunami (CAT) il monitoraggio dei grandi terremoti a scala globale, con particolare attenzione al Mar Mediterraneo, nell’ambito delle attività dell’ICG/NEAMTWS.

Dopo i primi due anni di esercizio come CTSP (Candidate Tsunami Service Provider), nell’estate 2016 il CAT ha richiesto all’ICG/NEAMTWS l’accreditamento come TSP (Tsunami Service Provider) per il bacino del Mediterraneo. A seguito dell’esito positivo delle verifiche effettuate da una speciale commissione dell’ICG/NEAMTWS, il CAT-INGV ha iniziato a settembre 2016 a svolgere il servizio di allerta tsunami per l’intero bacino del Mediterraneo, inviando i messaggi di allerta ad altri Paesi e centri della regione mediterranea, che ad oggi sono Cipro, Egitto, Germania, Israele, Libano e Spagna.

Il servizio è garantito da personale specializzato che si alterna giorno e notte, 365 giorni l’anno, alla postazione CAT.

Il turnista è coadiuvato da un esperto reperibile su chiamata H24, che viene contattato in caso di evento sopra la soglia (M > 5,5) e in qualsiasi regione del mondo.

I turni sono effettuati da ricercatori, tecnologi e tecnici che hanno seguito dei corsi di formazione per integrare le loro conoscenze di turnisti “sismici”, acquisite in molti anni di sorveglianza sismica.

Diversamente dai turni sismici, quelli del CAT prevedono la diramazione di messaggi di allerta rapida (o Early Warning), nel caso di forti terremoti in mare o in regioni costiere. Per questo motivo è molto importante la rapidità con cui vengono determinati e verificati i parametri dei terremoti (localizzazione epicentrale, profondità, magnitudo). Per ottenere questi parametri, i turnisti del CAT si avvalgono del software Early-Est, sviluppato da Anthony Lomax e Alberto Michelini dalla metà degli anni duemila, e in seguito perfezionato.

Early-Est riceve i dati di centinaia di stazioni sismiche ubicate in tutto il pianeta e li analizza in tempo reale per riconoscere eventuali segnali riconducibili a terremoti. In caso di evento sismico, calcola una serie di localizzazioni progressive, determinando le coordinate ipocentrali e la magnitudo.

La prima stima viene effettuata dopo circa 2 minuti dal terremoto, e le successive, basate su un maggior numero di dati man mano che il fronte delle onde sismiche si allarga e raggiunge zone più distanti, vengono ricalcolate ogni minuto. Da uno studio effettuato su un gran numero di dati a scala globale per gli eventi degli anni precedenti, si è stimato che un buon compromesso tra velocità di calcolo e accuratezza fosse garantito dalla localizzazione di Early Est n. 5, determinata 5 minuti dopo la prima stima, quindi circa 7-8 minuti dal tempo origine del terremoto. È su questa stima che, salvo decisioni diverse per circostanze particolari, si basa il primo messaggio di allerta che i turnisti CAT invieranno in caso di allerta.

Per i due eventi del 2017 di Lesvos e Kos-Bodrum, in Grecia, i primi messaggi di allerta sono stati emessi dal CAT entro dieci minuti dal tempo origine dell’evento. Per l’evento sismico di Zante del 25 ottobre 2018, di magnitudo 6.8, il primo messaggio di allerta è stato emesso dal CAT dopo 8 minuti dal tempo origine del terremoto

Nel primo messaggio di allerta, che può essere di tipo WATCH (Allerta Rosso), ADVISORY (Allerta Arancio) e INFORMATION (Informazione) vengono riportati i livelli per i vari Paesi interessati e una lista dei “Forecast Points” (FP) con indicato per ciascuno FP il livello atteso e l’orario di arrivo stimato della prima onda di maremoto.

Successivamente all’emanazione della prima allerta, i turnisti iniziano a osservare le eventuali variazioni del livello del mare. La prima stima dei livelli di allerta si basa, infatti, su una matrice decisionale che lega questi livelli alla magnitudo, alla profondità ipocentrale e alla distanza dalla costa. Al momento attuale, queste stime non tengono conto del tipo di terremoto, perché nei primi minuti non è possibile conoscere con precisione le caratteristiche della faglia che ha dato luogo al sisma. I ricercatori del CAT-INGV stanno sviluppando un sistema di calcolo probabilistico che tiene conto delle conoscenze disponibili per effettuare stime più precise ed accurate.

Sappiamo che un terremoto con movimento sulla faglia di tipo verticale (up-dip) produrrà una deformazione del fondo marino molto maggiore di un evento “trascorrente”, ossia con un movimento sulla faglia di tipo prevalentemente orizzontale. E' stato questo il caso del terremoto di Zante sopra citato, che per questo motivo non ha generato uno tsunami significativo. Il segnale di questo piccolo maremoto è stato comunque rilevato dai mareografi greci e del sud Italia.

 

In caso di anomalia significativa del livello del mare osservata in uno (o più) dei mareografi posti in prossimità dell’epicentro, il turnista emetterà un messaggio di conferma del maremoto. Nel messaggio di conferma (ongoing), verranno riportate le letture dei livelli del mare e i tempi d’arrivo stimati delle varie onde sia positive che negative, cioè l’inondazione e il ritiro del mare alle diverse stazioni mareografiche.

Purtroppo, ad oggi non sono operative le boe DART, strumenti collocati in alto mare, progettati per il rilevamento rapido, la misurazione e la segnalazione in tempo reale degli tsunami che avvengono in mare aperto, che potrebbero confermare (o smentire) l’arrivo di uno tsunami prima che questo arrivi alla rete dei mareografi sulla costa.